Love Story ad

AMSTERDAM

 

La capitale dell’Olanda è stata una delle tappe di un viaggio attraverso l’Europa

durante il quale ho toccato anche Bruxelles, Rotterdam e Berlino.

Sono partita da sola,

ma lungo il viaggio ho incontrato vecchi e nuovi amici

e ho vissuto una breve ma intensa storia d’amore tra i canali di Amsterdam.

 

LUNEDI’ 

Dopo una serie di vicende da spiazzare un lettore di romanzi d’avventura (prossimamente sul sito Rotterdam), sono sul treno per Amsterdam.

Dietro di me c’è quel bel ragazzo dai capelli scuri e ricci e gli occhi azzurri, che mi ha appena salvata alla stazione dei treni di Rotterdam. Siede accanto ad un altro ragazzo e parlano di economia in inglese.

Quando raggiungiamo la stazione della “Venezia del nord”, si limita a salutarmi e ad augurarmi una buona permanenza. Per qualche ragione mi dispiace sapere che non lo rivedrò mai più, ma chi viaggia è abituato agli addii.

Se nonché, 10 minuti più tardi, lo ritrovo sulla mia traiettoria verso l’uscita dalla stazione. Mi guarda e mi sorride. “Ti sei persa?” chiede.

Il suo amico ci lascia quasi subito perché deve andare ad un meeting (che peccato!) e noi iniziamo a chiacchierare. Scopro che è di Amsterdam, ma studia economia a Rotterdam ed è di ritorno a casa solo per quel giorno.

“Ora ho un impegno, ma più tardi se ti va possiamo pranzare insieme. Poi posso farti da guida!” si offre. “Volentieri!”. Anche perché il mio programma del giorno prevede proprio ‘tour dei canali e poi perdersi e lasciarsi sorprendere’.

Sono quasi le 11 e sta per partire il mio tour in barca per i canali. Il punto di ritrovo è subito fuori dalla stazione.  Il ragazzo, del quale non ricordo il nome, mi accompagna e ci salutiamo con un “a presto”.

Deve essere proprio il mio giorno fortunato perché sono l’unica turista sulla barca e mi godo un tour privato per i canali di Amsterdam. Sono affascinata dai colori degli edifici che si affacciano sui canali, dai ponticelli, dai muri che salgono obliqui verso il cielo.

Più tardi sto pranzando con il ragazzo riccio (chiamiamolo così). Sa 4 lingue, ha vissuto negli USA e ha grandi progetti per il suo futuro. Forse si sta inventando tutto ma per un giorno mi va di credergli.

Passeggiamo tra i canali e visitiamo la casa di Anna Franck, la Chiesa Vecchia, il Jordaan, l’ex quartiere operaio. Le temperature sono ancora basse, ma il sole irradia una luce calda, più autunnale che primaverile. Passeggiamo per ore, chiacchierando, ridendo e parlando delle nostre vite con la sincerità di chi sa che sta parlando a qualcuno che non rivedrà mai più.

Verso sera deve ripartire per Rotterdam, così lo accompagno alla stazione. “Allora ciao” mi dice. “Ciao” e rimaniamo entrambi impalati a guardarci. Poi si volta e si allontana. Io faccio lo stesso e, con un po’ di rimpianto nel cuore, mi dirigo verso il mio hotel.

Ad un tratto mi sento afferrare per un braccio. Mi viene un colpo! Mi volto ed è lui che mi prende e mi bacia. “Forse posso prendere il treno successivo…” dice solo. Durante l’ora seguente ci scambiamo solo poche parole. Finché ci salutiamo davvero.

MARTEDI’

Dopo aver girato in lungo e in largo la zona dei canali, mi spingo più all’interno. Visito il Rijksmuseum che è vicino alla scritta molto conosciuta dai turisti ‘I love Amsterdam’. Poi proseguo verso il museo di Van Gogh.

Anziché sedermi a pranzo, decido di fare un picnic nel Vondelpark, un parco bellissimo, tra fontane, magnifici scorci e circondato da quartieri residenziali molto eleganti.

Il ‘ragazzo riccio’ mi scrive un messaggio per sapere come va. Mi fa piacere, ma non rispondo. Bisogna riconoscere i momenti da vivere e i momenti in cui lasciar andare.

Nel pomeriggio torno a passeggiare tra i canali. Cammino per il quartiere a luci rosse, che il giorno precedente la mia guida aveva galantemente evitato, e per la zona del mercato, Nieuwmarkt.

Il fumo libero di Amsterdam non mi attira, quindi la mia visita è completa così. Dopo aver macinato chilometri, torno in hotel con un waffle alla mano.

MERCOLEDI’

Questa mattina mi sveglio e mi godo un caffè in un baretto poco turistico su un canale. E saluto così Amsterdam e l’Olanda. C’è un treno per Bruxelles che mi aspetta…

 

E, a proposito della mia storia d’amore, non l’ho più rivisto, ma lo ricordo con piacere come il ‘ragazzo riccio’ che ho amato per un giorno. Questa avventura mi ricorda che l’amore non ha regole, proprio come un fiore che nasce nelle zone più aride, la cui breve vita non ne lede l’intensa bellezza, ma al contrario la rinvigorisce.