Appuntamento a BERLINO

 

La visita alla capitale tedesca è l’epilogo di un lungo viaggio in Europa

tra Bruxelles, Rotterdam e Amsterdam (per leggere l’intero viaggio clicca qui).

Il lieto fine di una serie di disavventure.

In compagnia di un amico giapponese,

che vive a Chicago e arriva da Dublino, conosciuto a New York mentre vivevo negli USA.

GIOVEDI’

Atterro allo Schönefeld di Berlino. Lo conosco bene perché in questo periodo vivo in Polonia ed è il mio aeroporto di riferimento, ma non mi sento a mio agio perché ho finito i contanti e ho le carte bloccate (disavventura iniziata a Rotterdam).

Sconsolata, mi butto sul primo pullman con la scritta Alexanderplatz, con l’unica certezza che prima o poi arriverà al capolinea. Ovviamente, senza biglietto. E’ ora di pranzo, ma è meglio non pensarci.

Tiengarten

Finché, ai miei piedi, vedo un sacchetto di plastica della spesa. Istintivamente lo prendo per portarlo all’autista e avvisarlo che qualcuno lo starà cercando. Ma mi fermo. Solo un’occhiata al contenuto. Biscotti, patatine, acqua, una banana. Lo prendo come a Napoli si prende un caffè sospeso.

Il pullman parte e dei ragazzi, accorgendosi che sono straniera, si avvicinano, troppo. La ragazza di fronte a me li allontana con frasi secche in tedesco. La ringrazio e le racconto della mia disavventura sperando che mi possa aiutare. Infatti si offre di accompagnarmi alla fermata della metro per raggiungere Alexanderplatz in modo più veloce. Non ci sono i tornelli, ma eventualmente dei controllori. Mi affido ancora alla fortuna.

E finalmente esco dai sotterranei della metro e sono ad Alexanderplatz. Faccio scorrere lo sguardo fino alla cima della Torre della Televisione di Berlino. Tra qualche giorno sarò lassù a cena, ma per ora sono quaggiù, su un marciapiede, a mangiare una banana trovata in un sacchetto della spesa su un pullman!

Finito il picnic, scendo all’ingresso della metro per connettermi al wifi (nel 2017 non era ancora disponibile la stessa tariffa telefonica valida in tutta Europa) e inserisco la casa del mio amico come destinazione su Google Map. Perché prima il dovere e poi il piacere, ma prima ancora il pranzo.

Il sole domina incontrastato il cielo di Berlino, mentre cammino trascinando trolley e borsa per strade sconosciute. Il mio amico è ancora in viaggio e atterrerà più tardi, ma aspettarlo fuori casa è un modo sicuro per riuscire a trovarci anche se mi si scaricherà il cellulare. E per oggi ho già sfidato abbastanza la fortuna.

VENERDI’

Il mio amico mette una pezza sul mio dramma offrendosi di farmi un prestito per i prossimi giorni. Così, senza deviazioni dalla tabella di marcia, raggiungiamo a piedi il punto d’incontro per la visita guidata alla Berlino post-nazista.

La prima tappa è il Check Point Charlie, un ex posto di blocco tra la Berlino est e la Berlino ovest. Con un po’ di immaginazione, sostituendo i numerosi turisti con soldati in formazione e rinnalzando il muro, si può rivivere il lontano 1961, quando il mondo ha trattenuto il fiato di fronte all’incombere di una terza guerra mondiale.

Proseguiamo lungo il tracciato del Muro, ricostruendolo nella mente, passo dopo passo, per scoprire quale potesse essere stato l’aspetto della città. Poi la realtà batte l’immaginazione quando arriviamo al tratto di muro ancora in piedi, ormai ricoperto di murales di artisti che inneggiano alla libertà. Insieme alla torre di vedetta sovrastante è il baluardo di fronte alla degenerazione della civiltà.

E non solo. E’ anche una tomba senza nome di coloro che durante la Guerra Fredda cercarono di oltrepassarlo per motivi politici e sociali o, semplicemente, per ricongiungersi ai propri cari.

Memoriale per gli Ebrei assassinati

La guida ci racconta di una Berlino divisa da un giorno con l’altro, in una notte. Separata inizialmente da un filo spinato e poi, a poco a poco, da un muro di cemento. Un taglio fatto a tavolino nel cuore della Germania sovietica.

C’è un altro cimitero in centro città: la foresta di blocchi di pietra del Memoriale per gli Ebrei assassinati. Penetrandola, ci si accorge di sprofondare in un avvallamento man mano che i blocchi si fanno più alti. Le voci si perdono nel labirinto delle pareti e i rumori esterni svaniscono, creando un effetto disorientante e asfissiante.

Arriviamo alla rotonda del Tiengarten, salutiamo la guida prendendo due tangenti diverse. Il mio amico ed io optiamo per una passeggiata nel parco, prima di rientrare e prepararci per la cena.

SABATO

Reichstag

In questa terza fortunata giornata di sole, visitiamo l’Isola dei Musei e i suoi grandiosi edifici in stile neoclassico e più tardi il Museo Ebraico.

Per il pomeriggio ci siamo riservati una visita al Parlamento, il Reichstag. La sua cupola di vetro con l’enorme foro centrale è un’attrazione e il roof nell’orario del tramonto di una giornata tersa regala un vista straordinaria sulla città.

DOMENICA

 

 

Oggi ci troviamo con un ex collega del mio amico che ora vive a Berlino e con un altro ragazzo berlinese. E’ una giornata che trascorre soprattutto tra locali particolari della Berlino hipster e ristoranti poco turistici.

Ci consiglia un buon ristorante, ma noi abbiamo già la nostra prenotazione, effettuata due mesi prima, per il ristorante della Torre della Televisione.

Torre della Televisione

L’ascensore sale rapidissimo lungo il simbolo della Berlino moderna. All’ultimo piano, un ristorante che ruota di 360 gradi: fa un giro completo in mezz’ora e così gli ospiti cenano con le diverse vedute della capitale. Noi seguiamo il corso del sole fino all’ultimo tramonto su Berlino.

 

 

 

Reichstag

 

 

 

Al prossimo appuntamento!