Splendida COPENAGHEN

 

Vi ricordate la scatola di latta dei biscotti della nonna? Quelli al burro, con la scritta “Splendida Copenaghen” sul coperchio. Mia nonna me li offriva sempre insieme al tè e poi cantava la canzone “splendida, splendida Co-penaghen”.

Io ero piccola, non sapevo leggere e non avevo mai visto una carta geografica. Di Copenaghen sapevo solo due cose: che era una città e che era splendida.

Sognavo di andarci.

Durante un agosto che non voleva saperne di finire, decido di prolungare le vacanze e prenoto un volo per la fatidica capitale della Danimarca.

DOMENICA

Guardo sognante l’alba dall’oblò dell’aereo: segna l’inizio di una giornata speciale. Atterrata, raggiungo il centro della città e trascino a passi rapidi il mio trolley lungo il ponte Langebro. E’ presto per il check-in in hotel, quindi lascio il bagaglio nel deposito e ordino la colazione con vista sul grande canale che divide a metà la città.

Biblioteca reale

Più tardi sto camminando lungo il canale. Passo accanto alla Biblioteca reale. E’ un gigantesco cubo di vetro e non resisto alla tentazione di entrare. Salgo le scale mobili e ammiro la struttura che, attraverso la vetrata che si affaccia sul fiume, sembra connessa con l’esterno. Arrivata al primo piano mi reco nella sala degli archivi. Quelli di una volta, quelli a cassetti che contengono pagine con i nomi di libri e degli autori e le relative collocazioni. Il contrasto tra moderno e antico crea un’affascinante atmosfera di sospensione.

Nyhavn

Proseguo verso il famoso canale Nyhavn. E’ incredibile essere davvero lì, attraversare il ponte che connette le due sponde e avere l’identico panorama che avevo visto tante volte in fotografia. Decido che più tardi pranzerò proprio lì, ma ora è il momento di proseguire.

C’è un’altra immancabile tappa. Passando per il Palazzo di Amalineborg e per il parco a forma di stella, raggiungo la statua della Sirenetta. Ci sono decine di turisti in coda per farsi una foto ricordo con la statuetta della favola di Andersen. Sapevate che la favola originale non è quella della Disney che conosciamo tutti?

“La principessa delle sirene, compiuti 15 anni, ha il diritto di nuotare fino alla superficie del mare. Lì, vede un navigare un bellissimo principe di cui si innamora. Quando la nave subisce un naufragio, lei riesce a portare in salvo il principe. Nei giorni seguenti è triste e sogna di essere un essere umano, di avere le gambe al posto della coda e un’anima immortale anziché dissolversi come schiuma alla morte. Così, si reca dalla strega dei mari la quale le propone un patto: la trasformerà in un essere umano, a patto che di toglierle la voce e di renderle doloroso ogni passo. La Sirenetta accetta e la strega le taglia la lingua (cruento, vero?). Potrà anche ottenere un’anima immortale, ma solo se il principe si innamorerà di lei e la sposerà. Se sposerà un’altra, lei morirà e si dissolverà nelle acque. Si conoscono, ma il giovane non si innamora della bella ragazza poiché lei non può parlare. Alla fine sposa un’altra principessa, credendo che fosse stata lei ad averlo salvato. La sirenetta riceve dalle sorelle un pugnale per uccidere il principe e così salvarsi dalla morte che le toccherà in sorte secondo l’accordo con la strega del mare. Lei lo ama e non ha la forza di farlo. Alla fine però, anziché morire, si trasforma in uno spirito.”

Tivoli

Torno al Nyhavn per pranzo e, nel pomeriggio, vado al Tivoli, lo storico parco divertimenti in centro città. E’ il giorno di chiusura estiva, quindi rimango fino a sera per i suggestivi fuochi d’artificio.

 

LUNEDI’

Il giorno seguente visito la Città Libera di Christiania. E’ una città nella città. E’ un esperimento sociale di autogestione che nasce nel 1971 quando un gruppo di giovani anarchici occupa una base navale dismessa e proclama l’indipendenza rispetto allo stato centrale. In seguito ad una serie di vicissitudini, Christiania riesce ad acquistare parte del territorio, mentre il resto le viene condonato. Tutt’oggi la città è indipendente e autogestita, non esiste la proprietà privata e non ha regole scritte. E’ permessa la circolazione delle droghe leggere e vietata quella delle droghe pesanti. “Nessuno disubbidisce” ci spiega uno dei ragazzi fondatori che adesso avrà 70 anni “perché verrebbe escluso dalla società”.

Scopro di essere capitata lì proprio nel giorno dell’anniversario della fondazione, quindi decido di fermarmi ancora un po’ e di pranzare all’interno. Non si potrebbero scattare fotografie e sono riuscita a fare solo questa.

MARTEDI’

Visito la zona settentrionale della città. Come sempre, mi muovo a piedi e raggiungo il Castello di Rosenborg. Passeggio tutta la mattina per le vie della zona.

E’ ora di tornare in hotel e andare in aeroporto.

 

 

Copenaghen non è come la immaginavo da bambina. “Splendida” per me voleva dire che doveva assomigliare a una gigantesca Disneyland. Sfatare un mito è doloroso, ma non quando scopri che la realtà può essere ancora più bella dell’immaginazione.

 

 

 

 

 

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