Intervista

Il mio viaggio tra le parole esplora una dimensione intima e delicata. Forse è più facile raccontarvi chi sono attraverso le parole di Chiara che il 10 aprile 2015 ha realizzato quest’intervista nel salotto di casa mia.

Quando hai iniziato a scrivere?
“Mentre gli altri bambini alla scuola materna, disegnavano super eroi e paesaggi incantati, io affollavo le pagine di parole colorate. Volevo riempire gli spazi vuoti, inventando storie, saziando la curiosità dei fogli bianchi con le avventure che guizzavano nella mia mente. Poi un giorno ho scoperto di essere mancina e scrivendo da sinistra a destra, ho pensato che il mio destino fosse proprio questo: avere una mano sporca d’inchiostro per l’eternità, a ricordarmi per sempre il mio amore per la china”.

No, seriamente, quando hai scritto il tuo primo testo?
“Da bambina, durante le vacanze estive ho scribacchiato “Il Giornalino della Via”. Era una sorta di reportage editoriale ricco di notizie che riguardavano prevalentemente le attività degli animali del mio giardino, le gesta degli insetti, le avventure del mondo vegetale, ovviamente un po’ romanzate. Lo distribuivo a mille lire l’uno. Ho smesso quando ho capito che non era competitivo sul mercato. La concorrenza era spietata, anche nel regno dei bambini! Il mio primo racconto, “I Misteri del Pesce”, risale all’età di 11 anni. Era l’estate tra la quinta elementare e la prima media, quando una zia inglese mi spedì un regalo per la promozione. Al suo interno c’era un diario segreto. Il richiamo delle candide pagine bianche è stato irrefrenabile. Così iniziai a scrivere la vicenda di un pesce magico che trascorreva il suo tempo inseguendo i miei pensieri, disseminati tra le vacanze estive. In quel momento ho scoperto che la mia immaginazione non aveva confini. Ed io potevo
guadarli”.

Parlaci di “Ragione e Follia”.
“Dopo cinque anni di liceo classico, non avevo idea di cosa avrei fatto da grande. Tutti i miei coetanei sembravano convintissimi delle loro scelte, così decisi di convincermi anch’io di qualcosa. La mia scelta è caduta sulla Facoltà di Giurisprudenza. Dopo qualche mese, ho ripreso in mano quel vecchio diario sbiadito e come per magia, fui di nuovo travolta dalla passione per la scrittura. In due mesi la prima stesura di “Ragione e Follia” era pronta. L’ho revisionato più e più volte, ma non ero ancora decisa a presentarlo al mondo, così ho segregato in un cassetto il mio sogno per cinque lunghi anni. Nel frattempo, ho portato a casa una laurea in lettere e puntato lo sguardo vero l’orizzonte delle opportunità. Dopo un’esperienza di studio negli Stati Uniti, ho sentito che era arrivato il momento di riaprire quel cassetto, che era tempo di darmi una chance. Dopo otto mesi ho firmato un contratto con una casa editrice”.

E poi?
“E poi ci sono tanti racconti che fremono per essere scritti al più presto. Quel cassetto trabocca ancora di storie”.