LETTERE D’AMORE DEL PROFETA  

a cura di Paulo Coelho

Marrakesh

 

Perché ho scelto di leggere le lettere d’amore scritte dal poeta libanese Khalil Gibran nell’edizione curata da Paulo Coelho prima del mio viaggio in Marocco?

Conoscevo già la storia e la geografia del Mahgreb attraverso i manuali, la politica attraverso i quotidiani.

Ciò che volevo assimilare era l’atmosfera, il pensiero, la percezione della propria cultura tipica dei popoli arabi raccontata agli occidentali.

Khalil era infatti uno scrittore arabo cresciuto negli Stati Uniti, che nei suoi scritti aveva integrato la due culture per generarne una del tutto originale che ha affascinato il mondo, tra cui anche il noto autore di best seller che ha curato l’edizione della corrispondenza del poeta con la donna amata.

Tra le pagine si scopre che dietro al grande “profeta” c’era un uomo, lacerato dalle stesse passioni di qualunque altro.

Ho apprezzato questa breve raccolta perché permette di dare uno sguardo dietro le quinte. A volte ci lasciamo affascinare dalla grandezza in vetrina e dimentichiamo che nel retro c’è, semplicemente, un uomo come tutti noi.

Inoltre, leggerlo prima, durante e dopo la mia permanenza in Marocco ha conferito un tocco di magia a ciò che ho visto, mi ha portata ad apprezzare l’anima catturata dagli edifici dai colori pastello, lo spirito rumoroso che corre nel labirinto del suk fino a librarsi nella grande piazza di Jemaa El Fna, la somiglianza dietro a tradizioni e costumi diversi dai nostri.

Ci sono momenti in cui una lettura del genere potrebbe anche annoiare, momenti in cui abbiamo bisogno di farci coinvolgere da un romanzo di avventura o di farci assorbire da un thriller. E poi ci sono momenti per una lettura tranquilla che, senza che ce ne accorgiamo, ci penetra e ci cambia.

 

“Non posso pianificare niente di importante, soltanto piccole cose. Chi pianifica ciò che è importante, trasforma tutto in piccole cose”