NEW YORK

da vivere

 

Cosa vi racconto?

Vi racconto dei locali e dei ristoranti più carini? Di sponda.

Vi racconto che cosa vedere a New York? Anche.

Vi racconto una storia vera? Come sempre, sì.

 

Da dove iniziare?

Dallo spaesamento di quando ci sono andata per la prima volta, da sola, all’inizio del mio semestre oltreoceano?

Da quando ho iniziato a integrarmi e ho conosciuto persone che sarebbero diventate amiche?

O da quando ci sono tornata, ma la valigia con i miei effetti mi ha raggiunta solo una settimana più tardi?

 

Quando non si sa da dove iniziare, si comincia dall’inizio…

WELCOME TO MANHATTAN

C’era una volta una ragazzina che rimandava sempre il viaggio a New York perché sognava di andarci con una persona davvero speciale. Un bel giorno, però, questa ragazzina si stancò di aspettare e decise di andarci da sola.

Ultima fermata: Central Station. Tutto a New York sembra più grande del normale. Esco dal lato di Park Avenue con la mia fedele valigiona rossa. La coda per il taxi è infinita e si gela. Prima di partire, il telegiornale avvisava di non sostare all’aria aperta, ghiacciata, di New York per più di 5 minuti. Prendo una decisione avventata: fermo un risciò, posiziono la valigia sul retro e gli chiedo di pedalare fino a Reade Street, un’infinità di isolati più a sud.

Lui pedala ed è in maglietta, io sono avvolta da un giaccone che sembra più un piumone ma l’aria gelida che mi sferza il viso mi fa congelare. In 15 minuti però ho già raggiungo la mia destinazione. Sono ospite a casa di amici di famiglia.

Grazie a loro in pochi giorni Manhattan mi appare più piccola, a misura d’uomo. La giro a piedi in lungo e in largo, dal basso all’alto. Inizio ad appropriarmi di quel labirinto di parallele, perpendicolari e altezze vertiginose.

AMBIENTARSI A MANHATTAN 

Nei mesi successivi torno a New York quasi tutti i weekend. Scopro i deliziosi ristoranti di Little Italy e i locali particolari disseminati per la città.

Un mio amico che lavorava qui mi presenta il suo gruppo di amici. Conosco altri ragazzi che mi invitano ad andare con loro ad Atlantic City e, ovviamente, ci andrò… ma questa è un’altra storia (presto sul sito).

Visito il Moma e finalmente, all’ultimo piano, osservo dal vivo i dipinti di Monet, Picasso, Andy Warhol, Kandinsky che mi avevano affascinato nei libri di storia dell’arte.

Nel negozio della Apple ai margini meridionali di Central Park, mi innamoro dell’iPhone 5c che in Italia non è ancora uscito (quello colorato, ve lo ricordate?).

BACK TO MANHATTAN

Ponte di Brooklyn

Anni dopo, con un biglietto inaspettato comprato all’ultimo, torno a New York. E’ l’agosto del 2015.

La Virgin Airlines ha lasciato la mia valigia a Londra, dove ho fatto scalo, ma per fortuna ho qualcosina nel bagaglio a mano. Me la farò bastare.

Statua della Libertà

 

 

Il primo giorno, a bordo di un battello preso a sud dell’isola, passo sotto al Ponte di Brooklyn e navigo verso  la Statua della Libertà.

Nel pomeriggio visito la zona del World Trade Center. Ho un biglietto per il One World Observatory e un tavolo prenotato per cena. Non c’è foto che renda giustizia al tramonto da quassù!

Central Park

Il giorno successivo mi spingo fino ai limiti di Central Park. Il lago non è più ghiacciato, ma è attraversato da barchette a remi e circondato di anatre. Come potete notale, indosso una maglietta troppo larga e nascondo un paio di boxer invece degli shorts. Gli inconvenienti di quando la tua valigia viaggia senza di te.

Il terzo giorno parto per una settimana ad Antigua (presto sul blog). Dopo sette giorni di mare caraibico, torno a New York abbronzata, pronta per altri giri nella metropoli.

Rockfeller Center

Tappa obbligata è il Rockfeller Center. Ai piedi del grattacielo non ci sono più la pista di pattinaggio e l’albero di Natale a cui ero abituata…  C’è una lunga coda per arrivare alla cima, ma non mi annoio perché scopro tante informazioni sulla struttura durante l’attesa. Dall’alto si gode di una vista spettacolare dell’intera isola. Preferite il lato su Central Park o quello che guarda verso sud?

Ripasso per la turistica, ma immancabile, Times Square. Scopro i murales di Soho e i deliziosi cupcake di West Village. Sì, a Manhattan, non si smette mai di scoprire!

Output, Brooklyn

La sera vado a Brooklyn. Ceno in un ristorante il cui pavimento è ricoperto di sabbia e subito mi mancano le spiagge di Antigua. Poi andiamo in un locale con vista sullo skyline di Manhattan. A quanto pare va di moda andare oltre East River.

Il giorno successivo percorro a piedi tutto il lato occidentale dell’isola fino a prendere la funivia per Roosevelt Island. Durante il percorso prendo appunti per il romanzo ambientato anche New York che sto scrivendo.

Percorro l’High Line: una volta la vecchia ferrovia per trasporto merci, prima che un gruppo di architetti visionari finanziasse e progettasse una passeggiata sopraelevata immersa nel verde. Un signore mi scrive una lettera in cui avrebbe previsto il mio futuro. Sono passati tre anni e sono proprio curiosa di rileggerla e scoprire se ci ha azzeccato!

Al termine dell’High Line, proseguo verso nord fino al Museo di Storia Naturale, quello del film “Una notte al museo”. Sempre in zona, passo accanto alla casa di John Lennon, dove il cantante è stato assassinato, e percorro un tratto di Central Park.

Il tempo passa ed è il momento di tornare a casa. Molte avventure sono rimaste nella penna, perchè questo è un articolo, non un romanzo…

 

 

 

C’è ancora molto che nasconde questa metropoli ma tanto, lo so, questo è solo un arrivederci.