Il calore di PRAGA d’inverno

 

Quando vivevo in Polonia, la mia famiglia ed io ci siamo dati appuntamento a Praga.

Era un freddo mercoledì di marzo.

 

MERCOLEDI’

Piazza della Città Vecchia

Atterro da Varsavia prima dei miei parenti in arrivo da Milano e ne approfitto per rilassarmi in hotel. Non vorrei dormire, ma Morfeo ha la meglio e il viaggio inizia con mia sorella e i miei cugini che mi svegliano saltando sul letto.

Orologio Astronomico

Ceniamo in hotel e usciamo per una passeggiata serale.

A pochi metri dall’hotel, si apre la magnifica Piazza della Città Vecchia. L’Orologio Astronomico segna le 21.30. Siamo in anticipo per assistere allo spettacolo del cambio dell’ora, così proseguiamo attraverso i vicoli gremiti di turisti fino al Ponte Carlo.

La sera si manifesta la capitale gotica in tutto il suo splendore.

 

 

GIOVEDI’

Dopo colazione, la meta del gruppo è il Castello di Praga. Decidiamo di salire in cima alla Torre del campanile. A piedi. Non so quanti siano gli scalini, ma mia cugina e mia sorella si pentirebbero di averci seguito se non fosse per il magnifico panorama sulla città.

Pranziamo ai piedi del castello, sul fiume Moldava. E’ un nuovo Ponte Carlo quello che vediamo dalla vetrata: illuminato dalla luce del giorno perde la sua atmosfera gotico-horror e si mostra in tutti i suoi dettagli.

Un trdelnik per merenda, dolce tipico, e siamo ancora in cammino, perdendoci nella città vecchia. Ripassiamo per la piazza dell’orologio, ma ancora nell’orario sbagliato!

La sera ci pesano i 20 km macinati e siamo tutti d’accordo nel declinare la proposta della passeggiata serale suggerita da un’altra zia che ci segue in diretta dall’Italia.

VENERDI’

Cimitero Ebraico

La mattina è dedicata alla visita del Quartiere Ebraico, del museo e del cimitero. E’ un luogo antico, denso di storia, toccante.

Il pomeriggio ci dirigiamo verso la città nuova seguendo il corso del fiume fino alla famosa Casa Danzante.

Casa Danzante

Dopo una lunga passeggiata che ci porta a scoprire i vari volti della capitale, torniamo in hotel, passando dalla piazza. Ancora in quel libro tra il ritardo e l’anticipo perdiamo lo spettacolo del cambio dell’ora.

Dopo cena torniamo in piazza, agguerriti per assistere allo scoccare delle dieci. Riusciamo finalmente! Noi e una miriade di turisti ipnotizzati dalle statuette che appaiono e scompaiono nella torre dell’orologio. Non è eccezionale effettivamente, se non fosse che si è fatto attendere.

 

SABATO

E’ già ora di ripartire. La mia famiglia mi anticipa di qualche ora. Io ho il tempo di un ultimo giro per la città vecchia.

 

 

Rimango di nuovo sola nella Praga che cela uno dei miei ricordi più belli. Decido di rievocarli a suon di rintocchi dell’orologio della piazza vecchia che ora, naturalmente, simboleggia il nostro weekend lungo. A riscaldarmi ormai solo il calore amaro del caffè.