Una storia estiva nella romantica

SANTORINI

 

Santorini è stata pubblicizzata come meta ideale per le coppie, con i suoi paesini bianchi abbarbicati sulle colline, il suo tramonto annoverato tra i più belli del mondo e la sua atmosfera rilassante.

Certo, per una coppia di amiche ventiseienni non è molto allettante, ma Giulia ed io non ci fidiamo della pubblicità. Leggiamo che a Santorini, una delle più famose isole della Grecia, ci sono tantissime cose da fare, da vedere e… da mangiare!

 

HOTEL A KAMARI

Così un venerdì di agosto atterriamo in un aeroporto che costeggia il mare. L’asfalto non è grigio, ma color sabbia. A malapena si discerne e, per un attimo, pensiamo che l’aereo stia ammarando.

Ritiriamo i bagagli e un taxi ci porta al nostro hotel a Kamari, una delle due località in cui c’è una spiaggia sabbiosa. La maggior parte delle coste di Santorini infatti cade a strapiombo nel Mar Egeo.

Arrivate in hotel, ci sistemiamo nella nostra suite con terrazza, ci informiamo sui luoghi vicini da visitare, affittiamo l’indispensabile motorino e compriamo la colazione da consumare al mattino sul nostro terrazzo (la colazione è sacra e quella degli hotel non sempre soddisfa le mie pretenziose esigenze). Io non sfrutto il mio patentino da quasi dieci anni e Giulia non ha mai avuto una moto. Insomma, tra le due, il pilota meno sconsigliabile sono comunque io.

Kamari è sostanzialmente una lunga via pedonale che costeggia la spiaggia, da un lato ci sono gli hotel e i locali, dall’altro le terrazze dei ristoranti e la spiaggia. Alla fine di una pigra giornata in spiaggia cerchiamo un ristorante. Siamo sopraffatte dai promotor dei ristoranti che ci investono per proporci di cenare da loro e decidiamo di andare nel ristorante dell’hotel per sfuggire alla morsa.

La sera a bordo di Freccia Gialla, come soprannominiamo il motorino, andiamo a Fira. E’ la località che si vede in tutti i manifesti di Santorini, quella bianca e azzurra, con piscine a sbalzo sul mare. Il concierge del nostro hotel ci aveva suggerito un locale, ma tra quelle viuzze è facile perdersi e finiamo per entrare nel primo bar con musica che troviamo. E’ ancora presto e ci siamo solo io, Giulia e due barman.

Uno dei due mi colpisce subito. Ha quel modo di fare che riuscirebbe a far ubriacare un’astemia. Un’astemia tipo me ma non me: io bevo solo acqua. Eppure mi sento ubriaca quando lui si sporge dal bancone e mi stampa un bacio in bocca dicendomi di tornare il giorno dopo.

TRAMONTO A OIA

La mattina seguente Giulia ed io facciamo una camminata fino alla punta estrema di Kamari che domina tutta la costa orientale dell’isola. Nel pomeriggio Freccia Gialla ci porta a Oia, sulla punta estrema di Santorini. Prenotiamo la cena in un ristorante da cui si possa godere della vista migliore sul tramonto e facciamo un giretto nel paesino. Dopo la cena a base di mussaka torniamo verso sud, ma non a Kamari, a Fira…

Fino all’1 stiamo in un locale che si affaccia sul mare. Balliamo musica commerciale con vista su un panorama costellato di lucine delle barche e delle case. Fira di notte sembra un gigantesco alveare. Più tardi torniamo nel locale in cui lavora… io lo chiamavo Jaz perché già allora non mi ricordavo il suo nome. La sera, dopo il lavoro, mi raggiunge a Kamari dove facciamo una romantica passeggiata sulla spiaggia all’alba. Non c’è nessuno. Solo io, lui e il mare. Il rumore delle onde e una lieve luce che fa capolino all’orizzonte.

CROCIERA CON BOTTO

Per il giorno seguente abbiamo prenotato una crociera che ci porta a scoprire la caldera, Nea Kameni e Palea Kameni, e l’isola di Thirasia. Camminiamo sul vulcano spento e facciamo il bagno nelle acque termali tra i due isolotti. Sono rosse perché sono ferrose e io, naturalmente, per l’occasione sfoggio un costume bianco che si tinge di rosa.

Al momento di imbarcarci per navigare verso Thirasia, ho un incontro/scontro con una coppia di turisti. Ecco cosa accade. Costeggiamo Fira e il paesaggio è straordinario. Dopo averlo ammirato decido di scattare una foto. Il mio cellulare è nella borsa, che al momento si trova schiacciata tra il corrimano e la ragazza intenta a scattare fotografie. Le chiedo gentilmente di poter avere accesso alla mia borsa e lei inaspettatamente risponde:

“Adesso aspetti perché sono impegnata!”

Io e Giulia ci scambiamo un’occhiata allibita. Poi insisto, un po’ scocciata. Lei replica:

“Ti ho detto che aspetti oppure ti butto la borsa in mare!”

Ecco, io sono tutt’altro che santa. Tutt’altro che timida. Tutt’altro che tollerante. Le do uno spintone e mi approprio della borsa. Lei non è un fuscello quindi non nego di aver paura che oltre alla borsa butti anche me in mare, quindi prima di fare la mossa aspetto che il capitano della barca sia nelle vicinanze.

Sbarchiamo a Thirasia e facciamo una camminata fino ad un ristorante sulla sommità. Il padrone chiacchiera con noi e insiste per offrirci il pranzo, mentre ci racconta di come vive su quella piccola isola. E’ un agricoltore e ha trascorso tutta la sua vita su quell’isola. Ha aperto un ristorante dove cucina con i prodotti della terra. Ogni tanto va a Santorini, ma non spesso, preferisce starsene ritirato a Thirasia.

Al momento di risalire a bordo, senza volerlo, roteando gli occhi, incontro lo sguardo della Signorina Gentile. Lei si abbassa gli occhiali da sole sul naso e con femminilità indiscussa mi chiede:

“Cosa guardi?”

Termina con un intercalare che non è il caso di riportare. Io non replico: il capitano non è ancora a bordo e di finire in mare non ne ho voglia.

PROPRIETA’ PRIVATA

E’ il quarto giorno e visitiamo Acrotiri. Parcheggiamo Freccia Gialla e ci perdiamo tra i campi avventurandoci in una proprietà privata per raggiungere il punto più alto dell’isola che domina tutta Santorini. E’ uno spettacolo meraviglioso.

Nel pomeriggio ci troviamo a Perissa, dove c’è l’altra spiaggia sabbiosa di Santorini, con Jaz (chiamiamolo così) e un suo amico.

A BORDO DI FRECCIA GIALLA

Visitiamo l’entroterra e i magnifici scorci che regala. Chiesine ortodosse tutte bianche. Terrazze panoramiche. Lunghe vie attraversate da carri trainati da muli.

La sera andiamo a Imerovigli per cena e poi torniamo nel locale di Jaz. Nel frattempo Giulia ha conosciuto un argentino e a fine serata ci mangiamo un gelato a Fira. Avevo trovato un gelataio che mi faceva impazzire! Devo solo ricordarmi come si chiama…

ADDII

Per l’ultimo giorno, Jaz si è preso la giornata libera. Stiamo in spiaggia e ci spostiamo solo dall’ombrellone al mare per tutto il giorno.

 

La vita va avanti, ma il cuore resta sempre un passo indietro. E’ rimasto là su quella terrazza che si affaccia sul mare come un’ombra sull’orizzonte arancione, mentre la mezzaluna del sole si assottiglia. Forse il fatto che Santorini sia considerata l’isola dell’amore non è solo una trovata pubblicitaria. Forse Santorini innamora.