Il paradiso sa di sale.

Testimonianza dalle isole

TURKS AND CAICOS

 

Come vi immaginate il paradiso?

Io me lo immaginavo bianco e azzurro. Soffice e caldo. Silenzioso e sperduto. E… NOIOSO!

Insomma, la vita sarebbe stata una noia se Adamo ed Eva non avessero mangiato il frutto proibito.

O, perlomeno, così credevo.

Eccovi una testimonianza dal paradiso…

 

Mentre l’aereo sorvola degli atolli sperduti nell’Atlantico, mi chiedo se qualche naufrago si stia sbracciando per farsi andare a salvare.

Dopo uno scalo a Miami, un mezzo decisamente più piccolo e scomodo sorvola il paradiso dei Caraibi. Cosa farò laggiù per due settimane? Il naufrago che chiede aiuto?

Atterriamo a Providenciales, la principale delle 7 isole dell’arcipelago. Affittiamo un fuoristrada e raggiungiamo il nostro hotel. Prepotente e incurante dell’impatto ambientale si erge subito dietro la spiaggia. E’ già ora di cena dall’altra parte del mondo, così decidiamo di immergerci nell’atmosfera caraibica con una cena privata in riva al mare. Un tavolo rotondo circondato da candele nella penombra della sera. All’orizzonte i colori del tramonto non si sono ancora dissolti nel blu della notte. Ordino degli spaghetti ai frutti di mare e me li servono in una scodella che avrebbe sfamato quattro persone. Ho fatto quasi fatica a finirla – lo ammetto -. La serata ci regala un cielo punteggiato di stelle. Non sapevo fossero così tante.

La mattina seguente, dopo un abbondante piatto di frutta fresca, dietro ad un palmento, oltre il ponticello in legno che sovrasta un giardino di arbusti, si svela il paradiso. Sì, è bianco e soffice come lo immaginavo e non scotta ancora. Un ombrellone di paglia e un paio di sdraio capeggiano isolati. Siamo i primi e c’è un silenzio che avevo dimenticato nella frenesia della vita di città. Non si sente nemmeno il rumore del mare perché è piatto e calmo. E’ azzurro come quello di una piscina. Immergersi per la prima volta in quel mare è una di quelle prime volte che vanno ricordate: non si percepisce la differenza perché l’acqua è calda quanto l’aria.

Nel pomeriggio andiamo a fare la spesa così da domani faremo colazione sulla nostra terrazza. Appena fuori dall’hotel, superata una chiesa protestante dai muri bianchi, a soli dieci minuti a piedi c’è un supermercato. Ma non è caotico. Il personale è lento, pacifico, sorridente. Abituarsi al spiaggia caraibica è facile, ma abituarsi allo stile di vita è un’altra cosa:)

La sera ceniamo in un ristorante lungo la spiaggia. Terminiamo dividendo un gelato al cocco e alla vaniglia.  Per tornare in hotel camminiamo a piedi nudi in riva al mare. Decidiamo che quella sarà la nostra routine serale per i prossimi quindici giorni. Alla fine della vacanza abbiamo provato tutti le cucine dei ristoranti che si affacciano su Grace Bay, abbiamo consumato qualche chilo di gelato e macinato qualche decina di chilometri lungo la baia.

Nei giorni seguenti alterniamo l’esplorazione dell’isola a mezze giornate rilassanti da vita di mare.

Se amate gli sport acquatici dovete recarvi a Long Bay Beach. Si trova a nord di Providenciales e tira sempre un bel vento!

Se avete voglia di sentirvi come i protagonisti Laguna Blu allora dovrete impegnarvi di più tra stradine non asfaltate e arbusti. Laggiù, a est sulla punta estrema dell’isola, si incontrano due correnti che si infrangono l’una sull’altra delicate e costanti. Potrete camminare con l’acqua alle caviglie per metri e metri e poi immergervi e lasciarvi massaggiare dalle onde.

Se siete degli esploratori potete spingervi oltre e scoprire le altre isole dell’arcipelago: West Caicos, Pine Cay, Parrot Cay, North Caicos, Middle Caicos e East Caicos. Come? Con un giro in moto d’acqua per esempio! Una guida vi accompagnerà in un magico tour. Noi abbiamo visitato le coste di Pine Cay, un’isola privata dove possono accedere solo i proprietari delle ville e i loro affittuari e un enorme relitto arrugginito alla deriva (mi sono sporta dalla moto d’acqua per toccarlo).

Un’altra chance per gli esploratori è fare una crociera. Una piccola imbarcazione vi passerà a prendere in una specie di fermata dell’autobus galleggiante e vi porterà a scoprire le altre isole. Noi abbiamo visitato North Caicos e una foresta di mangrovie.

Se siete amanti del mondo sott’acqua, potrete fare snorkeling. Io avevo una paura tremenda degli squali e mi aggiravo sempre all’erta attorno alla barca quindi ho visto ben poco. Ma le persone normali possono essere più fortunate.

Se alla fine della vacanza desiderate avere una veduta dall’alto per mettere ordine, potrete fluttuare nell’aria legati ad un paracadute mentre una barchetta vi farà fare un bel tour. Sembra l’inizio di Jurassic Park 2 ma vi assicuro che l’epilogo sarà tutt’altro che cruento.

“E poi potreste…” dice la Speranza.

Potreste un bel niente! Sono già passati 15 giorni!” irrompe la Ragione.

“Non è possibile! E la noia? Quando arriva?” interviene l’Illusione.

“Mai” sentenzia ancora la Ragione, mentre alle sue spalle la Noia annuisce irritata per non essere stata invitata.

“Restiamo qui? Ho individuato la casa in cui mi piacerebbe stare. E’ una villa bianca su una scogliera. Subito sotto c’è una piscina naturale…” azzarda ancora la Speranza.

“La signorina Alessandra è richiesta all’imbarco!” urla l’altoparlante dell’aeroporto.

 

 

 

Sorvoliamo di nuovo gli atolli persi nell’Atlantico. Rivedo il naufrago che chiede aiuto.

Ma questa volta guardo meglio. Ci sta salutando!